Episode Transcript
[00:00:01] Speaker A: Però questo è il momento in cui dicevamo qualcosa di divertente prima di introdurre la puntata.
[00:00:05] Speaker B: Sì, ma a questo punto tiriamo fuori una clip. Boh, non lo so, che cosa possiamo dire? Oh mio Dio, siamo ritornati a quando dicevamo che la scelta dell'intro è l'intro.
[00:00:17] Speaker A: È stessa l'intro, però è sempre più cringe.
Ma l'intro è sempre più cringe, danna!
[00:00:30] Speaker B: Dai, ci verrà poi qualcosa di divertente da dire, no?
[00:00:36] Speaker A: Signore e signori, benvenuti a bordo!
[00:00:39] Speaker B: Ti sei arresto così!
[00:00:43] Speaker A: Signore e signori, benvenuti a bordo. Noi siamo Luca Mignacco e Diletta Culla.
[00:00:47] Speaker B: Eh, l'abbiamo fatta in salita perché non c'è Beatrice Vigoita.
[00:00:52] Speaker A: Signore e signori, benvenuti a bordo. Noi siamo Luca Mignacco e Diletta Culla. E questo è Cinema Passengers.
[00:00:58] Speaker B: Let's go!
[00:01:07] Speaker A: Bentornati cari telespetta podcast.
Tori!
[00:01:26] Speaker B: Buongiorno a tutti, buonasera a tutti se ci state ascoltando la sera in macchina.
[00:01:31] Speaker A: Buon pomeriggio.
[00:01:32] Speaker B: Buon pomeriggio, buona notte se non è riuscito a dormire. Pensate che la cosa migliore da fare sia ascoltare il nostro podcast. Vi ringraziamo per la fiducia.
[00:01:40] Speaker A: Al minuto 40 canteremo una nina nanna così siamo sicuri che riuscirete a dormire.
[00:01:45] Speaker B: Esatto.
[00:01:45] Speaker A: Ciao Dile! Ciao Bea!
[00:01:48] Speaker B: Ciao Luca!
[00:01:48] Speaker A: Ciao Dile, ma non ciao Bea, non c'è Bea. Eh vabbè.
[00:01:52] Speaker B: No, siamo solo noi oggi perché Beatrice è ritornata a Roma per seguire il master di cui vi aveva parlato nell'episodio precedente, quindi...
[00:02:00] Speaker A: E quindi chi va a Roma perde la poltrona.
[00:02:03] Speaker B: Anche se la poltrona di Bea è qui.
[00:02:04] Speaker A: È vero.
[00:02:05] Speaker B: Bea ci manchi, ti salutiamo. Ci aspetteranno un po' di puntate senza Bea, ma poi ritornerà.
[00:02:11] Speaker A: Prima o dopo, per coaccitazione colta.
[00:02:14] Speaker B: Esatto, esatto. Beatrice ritornerà con un master in più rispetto a quando ha iniziato il podcast, quindi tanta roba.
[00:02:21] Speaker A: Ritorniamo alle tradizioni, ovvero film da 24 e film di gente che tromba, diciamo che è un leitmotiv che ritorna spesso nel nostro podcast.
[00:02:31] Speaker B: Nelle scelte dei film che vogliamo recensire.
[00:02:34] Speaker A: Baby Girl, film di Alina Rein, una regista olandese sorretto dalle spalle di Nicole Kidman che appunto per questa interpretazione ha vinto alla scorsa edizione di Venezia la prestigiosissima Coppa Volpi. Premio che solitamente dà una grande spinta verso l'Oscar, verso appunto il premio migliore attrice o migliore attore, a sto giro evidentemente no perché questo film non ha ricevuto nessuna nomination, tantomeno per la migliore interpretazione femminile.
[00:03:02] Speaker B: Quindi noi, giustamente, perché siamo super sul pezzo, in periodo Oscar abbiamo deciso di parlare dell'unico film del periodo che non è stato candidato. Perché no? Cioè, vabbè.
[00:03:15] Speaker A: Potevamo parlare di Emilia Pérez, ma ne stanno parlando tutti.
[00:03:18] Speaker B: Sì, ma con clave... beh, The Brutalist arriverà prima o poi. Quello sicuramente.
[00:03:24] Speaker A: Insieme a Bea.
[00:03:25] Speaker B: Sì, però oggi abbiamo deciso di parlare di Baby Girl che attualmente è in sala, distribuito a livello internazionale dalla nostra amatissima A24.
[00:03:35] Speaker A: E a livello nazionale dalla non amatissima, piuttosto indifferente, Eagle Pictures.
[00:03:43] Speaker B: Baby Girl sostanzialmente parla di Romy, interpretata da Nicole Kidman, che è una CEO di un'azienda che produce...
elettrodomestici. Che cazzo produce? Sono robot logistici. Ah, scuso, ok, sì, quella parte lì.
[00:04:00] Speaker A: Ti è venuta bene.
Adesso è mia età, perché questo è un secondo take della sinossi.
[00:04:09] Speaker B: Luca è stato in grado, cioè questo dice molto di Luca, è stato molto bravo a spiegare la parte lavorativa del personaggio ma quando dovrà parlare di tutta la sfera problematica sessuale non ha spiccicato parola. Sono uomo.
nel corso del film il lavoro che fa il personaggio di Nicole Kidman, conta solamente sapere che è una donna di potere, cioè è una donna che a livello proprio economico, di relazioni personali e lavorative, è sostanzialmente un gradino al di sopra di tutti gli altri.
[00:04:39] Speaker A: E anche mediatico, perché la vediamo intervistata, comunque mandare messaggi, quindi una persona non a livello, che ne so, di Elon Musk, ma una di questi CEO pubblicamente esposti.
[00:04:52] Speaker B: Esatto. Dalla primissima scena capiamo che lei è sposata con appunto questo personaggio che è interpretato da Antonio Banderas, ha due figlie più o meno adolescenti però il personaggio di Nicole Kidman è particolarmente frustrato dal punto di vista sessuale perché nonostante già dalla prima bellissima scena riusciamo a capire che nonostante i 30 anni di matrimonio tra lei e il marito ci sia ancora una bella intesa sessuale, in realtà poi lei ha sostanzialmente la necessità di praticare dell'autoerotismo perché non riesce più, o comunque non è mai riuscita, da quello che appunto capiamo nel film, a godere con il proprio marito. probabilmente perché ha determinate fantasie a livello sessuale a livello erotico che il marito in un qualche modo non ha seconda finché arriva questo giovane tirocinante che inizia a sedurla e quindi si sviluppa questo gioco di potere dove lei riesce a dare sfogo alla sua fantasia di essere trattata come una donna con poco potere, quindi come una ragazzina, tra virgolette, facciamo passare questa parola, e da qui il titolo appunto Belly Girl.
[00:05:59] Speaker A: E di fatto il film ruota attorno appunto al ribaltamento e alla decostruzione del concetto di potere, appunto del classico stereotipo della figura di potere, non per forza della donna di potere, anche se aggiunge un layer in più il fatto che la protagonista sia donna, il potere che ha nel mondo lavorativo un senior rispetto a un junior e ribalta completamente appunto i paradigmi delle influenze che le varie persone esercitano l'una sull'altra nel mondo del lavoro, nel mondo della famiglia, della coppia e nello specifico anche nella sfera sessuale. Il problema è che lo fa in una maniera abbastanza, non dico scontata, ma molto di da scalica, come se quasi non conoscesse secondo me a fondo i temi di cui parla. è come se parlasse per sentito dire. Devo dire che a livello di grammatica cinematografica è molto valido questo film, in montaggio mi è piaciuto tantissimo, molto serrato, molto dritto al punto, diciamo che narrativamente una scena e l'altra si agganciavano in maniera molto... cioè un dialogo agganciava la scena successiva e giustificava magari degli stacchi importantissimi, quindi questo montaggio così calzante con poi quello che è stata la narrazione a livello di dialoghi, è una delle cose che ho apprezzato di più. Quindi grammaticalmente mi è piaciuto tanto questo film, ho adorato un'altra cosa. Però a livello di contenuti e anche a livello di interpretazioni, ahimè.
[00:07:31] Speaker B: Deboluccio. Sì, sono d'accordo.
A me il montaggio non ha fatto impazzire, ma semplicemente perché io non sono una grande fan Sì, sono una grande fan della sovrapposizione, cioè nel senso quando l'audio va a sovrapporsi ad una scena anticipando quella successiva, però non sono per niente una grande fan degli stacchi forti fatti a caso, perché è molto difficile dare uno stacco netto che giustifichi in un qualche modo la scena successiva. Qui secondo me non è fatto tanto bene, è fatto un po' a casaccio.
A livello di regia sì, devo dire che mi è piaciuto, ho trovato spesso delle inquadrature che erano fuori fuoco, naturalmente penso che sia una cosa voluta, non mi ha fatto impazzire nel senso, per darvi un'idea, È un film pieno di camere a mano, pienissimo, ed è effettivamente una cosa che ama molto la regista, probabilmente, perché anche sul film precedente del 2022, Bodies, Bodies, Bodies, ci sono tantissime camere a mano, secondo me che vengono utilizzate molto meglio rispetto a questo film. Però è anche vero che Bodies, Bodies, Bodies, per chi appunto l'avesse visto e per chi non l'avesse visto, è disponibile per il nolleggio su Prime Video, è comunque girato tutto in una casa, quindi senza dubbio avere un unico luogo in cui muoversi facilita anche proprio a regolarsi un pochino nel corso proprio della regia, nel corso della ripresa con la cameramano, questo sicuramente.
[00:09:05] Speaker A: Forse quella cosa del fuoco che dicevi era più legata alla scelta di un'ottica particolare io non sono molto esperto però effettivamente si percepisce che c'è qualcosina di diverso dal solito rispetto alle ottiche più tradizionali che si impiegano per film diciamo lineari non particolari come non so l'Antimus.
[00:09:23] Speaker B: Sì, anche io l'ho pensato, però, come hai detto tu prima, la storia è molto debole. Di conseguenza, elementi come la regia e il montaggio che dovrebbero, che in questo tipo di film hanno bisogno di essere sostenuti da una storia di un certo tipo, dal momento che la storia è deboluccia, riescono in un qualche modo a giustificarsi poco, ecco.
Io penso che il problema principale che ho avuto questo film, che non abbiamo appunto detto il genere, ma viene classificato come thriller erotico.
Ecco, per quanto mi riguarda, No Shade però non è né un thriller né un film erotico. O meglio, sì è un film erotico però è vietato ai minori di 14 anni e vi assicuro che lo può guardare tranquillamente un bambino di 10-11, cioè non è assolutamente esplicito.
No, certo, però non è assolutamente esplicito come sempre il marketing e tutto l'hype attorno hanno fatto credere.
Il problema appunto principale secondo me è che ci mette tanto a partire ed effettivamente non parte mai, nel senso che anche attraverso la colonna sonora che è bellissima, fatta di tutte queste canzoni o meglio più che canzoni di queste melodie molto sospirate che sembrano sempre suggerire un po' l'arrivo di un apice da un punto di vista sessuale poi effettivamente non trovano risonanza con la storia perché dal nulla noi vediamo questi due personaggi che si iniziano a fare le cosacce ma di punto in bianco cioè tutto appunto l'apparato tecnico va a creare una tensione che però a livello di storia Non si sfoga poi. No, no, no, non trova sfogo e adesso effettivamente che ne stiamo parlando sembra quasi fatto effettivamente apposta e noi ci stiamo arrivando ora come dei coglioni. Un coito interrotto. Perché il personaggio appunto di Nicole Kidman è molto frustrato a livello sessuale e non riesce mai a raggiungere l'apice, non riesce mai a raggiungere l'orgasmo con il marito allo stesso tempo però, e qua mi sto confutando da sola, guardandoti Luca, Cioè, ad una certa, quando lei inizia a fare le cosacce con Samuel, il tipo giovincello, anche lì, voglio dire, a me sembra che goda da paura, quindi non... Cioè, comunque non funziona sta roba.
Abbiamo provato a mettere in discussione il film ma niente.
[00:11:45] Speaker A: E qua finisce il dibattito tra noi e noi stessi.
[00:11:48] Speaker B: Esatto. Un altro motivo secondo me per cui il film non parte mai è che il personaggio di Samuel non ha assolutamente il carisma necessario per il tipo di personaggio che interpreta.
e non è minimamente caratterizzato.
Caratterizzare un personaggio non significa che noi dobbiamo conoscerne vita, morte, miracoli, dobbiamo conoscerne i pensieri. No, però avere quel minimo di informazioni, quel minimo di dettagli che riescono a sagomarti il personaggio.
Invece Samuel è questo personaggio che arriva senza un minimo di contesto, inizia ad impartire ordini a Nicole Kidman esattamente come lei vuole, ma io per tutto il film ho avuto proprio questa voglia irrefrenabile di tirargli un ciaffone, perché appunto non mi ha giustificato il suo atteggiamento arrogante.
[00:12:40] Speaker A: È estremamente bidimensionale, nel senso ci sta, che magari arriva, sta sta macchina della seduzione fatta apposta per Romy, fatta su misura per Romy, arriva e la stravolge senza neanche chiedere permesso. Però poi durante tutto il film rimane lì, cioè come lo conosciamo nei primi due minuti e lo lasciamo alla fine del film, non aggiunge nient'altro. Arriva...
no, non posso essere volgare.
[00:13:07] Speaker B: Che cosa volevi dire? Al massimo la tagliamo.
[00:13:09] Speaker A: Arriva, si chiama tutti.
[00:13:10] Speaker B: Beh, la si chiama... beh, aveva anche l'assistente.
[00:13:14] Speaker A: Beh, aveva perché anche il marito... cioè, se davi ancora cinque minuti, si chiamava anche il marito di Romi.
[00:13:22] Speaker B: Eh, sì, aveva.
[00:13:23] Speaker A: Cioè, arriva, entra, spacca, esce, ciao. Cioè, non si muove di lì.
In realtà, magari, con un approccio così, diciamo, violento all'interno della narrazione, sarebbe stato anche un po' interessante capire anche solo una minima impercettibile evoluzione del personaggio. Invece, veramente l'elemento più debole, io e mio amico che abbiamo visto il film alla fine ridevamo vederlo agire così, avere questo successo spropositato in qualsiasi cosa che faceva, ma come se fosse un Deus Ex Machina, non so come dire. Come se fosse, e qua ritorniamo a provare a giustificare il film, unicamente la proiezione di una fantasia, come se non fosse una persona reale, come se...
sai che forse... Sai che forse?
[00:14:11] Speaker B: Sai che forse sto film non è proprio una merdaccia come ci sembrava.
[00:14:16] Speaker A: Cioè, se fosse tutto nella testa di Romi, nel personaggio di Nicola Kidman, avrebbe molto senso.
[00:14:22] Speaker B: Sì, sì sì sì.
[00:14:24] Speaker A: Perché, appunto, rappresenta...
[00:14:25] Speaker B: Adesso stoppiamo la puntata e andiamo a rivederci.
[00:14:29] Speaker A: Non so, una persona che trovi in un sogno, no? Senza, appunto, con una caratteristica ben peculiare, precisa e forte e tutti gli altri aspetti oscuri, fuori fuoco, di nuovo, rispetto a quello che sarebbe una persona vera.
[00:14:45] Speaker B: Sì, potrebbe essere, perché una scena che mi ha lasciato un po' così è stata appunto la scena finale in cui vediamo appunto il personaggio che per un motivo o per un altro esce di scena, non vi diciamo se in maniera definitiva oppure no, ma viene ripreso come se fosse, c'ha capito, la pubblicità del profumo invito? Hai presente? C'è questa camera bassa che lo riprende da lontano e poi man mano che lui si avvicina alla camera sovrasta completamente la camera.
Sì, effettivamente potrebbe essere questa figura eteria, però anche lì, capito?
Allora, io non dico che un film debba essere in grado di comunicarti quello che ti vuole comunicare immediatamente. Ci sono appunto film che possiamo tranquillamente non essere in grado di capire e poi rivalutare tra un paio d'anni, un po' come Luca diceva per Megalopolis, un po' in generale come si dice tante volte. Ci sono tanti film appunto del passato che vengono poi riscoperti negli anni, Però non lo so, si tratta pur sempre del secondo o terzo film di questa regista. Diciamo che nella mia indecisione penso più che tutti questi elementi che noi stiamo notando ora siano sovrastrutture che stiamo un attimo trovando per giustificare un film che è confezionato molto bene, che aveva delle ottime premesse, ma che non attizza. Una delle peculiarità dei film erotici è proprio quella di lasciarti qualcosa, al di là degli scherzi, al di là dei trend su TikTok, della gente che fa finta di pulire le poltrone dopo aver visto il film, ma dovrebbe in un qualche modo smuovere qualcosa, soprattutto per una donna che va a vedere un film che dovrebbe in teoria analizzare il piacere femminile, Questo film mi ha annoiato, non mi ha assolutamente toccato da nessun punto di vista.
[00:16:44] Speaker A: Devo buttare via le dieci pagine di appunti che ho preso durante la visione. Mi stai dicendo quello? Intuivo che fosse materiale.
[00:16:51] Speaker B: Assolutamente. Portare latte in un bar ad una ragazza che vuoi rimorchiare non è per nulla una buona idea, Luca. Per nulla. E per chi ha visto il film sa.
Lu domanda, tu ci hai trovato effettivamente degli elementi thriller perché appunto una cosa che non abbiamo detto durante la sinossi è che Romy e Samuel iniziano questa relazione extracognugale e naturalmente lei inizia a frequentare Samuel di nascosto dal marito e si crea poi tutta questa dinamica di potere per il quale quando lei decide di chiudere la frequentazione lui la minaccia sottilmente facendole capire che a lui basta una telefonata, denunciare tra virgolette l'accaduto e appunto rovinarla. che è poi anche uno dei giochi di potere a livello sessuale che si innesta tra i due. Infatti devo dire che una cosa che mi è piaciuta molto del film è il fatto che molti dialoghi tra i due in cui è palese questa dinamica di potere non si riesce mai a capire se siano dei dialoghi reali al di fuori del gioco erotico oppure se in quello stesso momento stanno continuando a giocare e questa Ambiguità, mi è piaciuta moltissimo e avrei proprio voluto che la regista accelerasse molto di più da questo punto di vista e che soprattutto il pericolo che lui rappresenta per la vita di lei venisse in un qualche modo fatto emergere di più.
[00:18:16] Speaker A: Non c'è niente, c'è proprio degli elementi che il buon Hitchcock ci insegna del thriller, non ce n'è uno, infatti non provi zero tensione durante il film, anche perché questi qua non so, si incontrano in uffici del palazzo, per esempio, che sembrano dei bunker, sembrano delle istanze interrogatorie dell'FBI, isonorizzati, c'è zero possibilità che qualcuno... cioè non c'è l'elemento, oddio ci stanno per beccare, oppure oddio adesso ti faccio veramente del male e quindi no, se la domanda era... cioè non è mai un thriller questo qua.
ma per mezzo secondo non lo è mai.
[00:18:55] Speaker B: Infatti in questo film devo dire che...
non sto facendo apposta a fare questa metafora, però un corte interrotto.
Nel senso che vuole trattare tantissimi temi ma non ne tratta neanche uno. Perché al di là della dinamica di potere, al di là del tema più banale che è effettivamente il fatto che una donna di una certa età abbia il diritto in un qualche modo e non deve vergognarsi dell'avere una fantasia che la vede appunto sottomessa, umiliata, se con consenso eccetera.
Poi ho tratta anche per esempio un'altra bella tematica che è appunto quella del in teoria del gaslighting, della manipolazione dell'uomo sulla donna, anche qui accennata con un paio di dialoghi e poi totalmente dimenticata.
Come per esempio tratta anche la questione dell'insicurezza, cioè del fatto che lei è una donna di una certa età che è assolutamente insicura, una donna stupenda che però non si vede bella, che fa costanti ritocchini chirurgici e non è mai contenta del suo aspetto fisico.
anche lì, una cosa in cui viene dedicata un'intera scena e poi non viene sviluppata. Peccato perché, essendo un film uscito praticamente nello stesso anno di The Substance, sarebbe stata una bella prosecuzione di un tema che è molto caldo. Infatti a me è piaciuto molto che abbiano inserito la questione della chirurgia estetica, soprattutto con un personaggio come Nicole Kidman, che a livello di cultura pop è sempre stata molto caratterizzata dai ritocchi che lei ha fatto, un po' come Demi Moore.
e quindi non ho potuto fare a meno di pensare che siamo forse vicino a un accenno, un abbozzo di una nuova forma di divismo, perché sempre più spesso per delle attrici vecchie, inteso a livello di filmografia, non a livello di età, vengono riscoperte attraverso dei registi che scrivono dei personaggi per loro e che cercano di integrare nel personaggio che poi andranno ad interpretare dei dettagli della loro vita personale e secondo me questa presa in un qualche modo di posizione da parte di questi registi e soprattutto di queste registe potrebbe aprire le porte da qui a un paio d'anni ad una nuova e moderna forma di divismo come non si è mai vista prima.
[00:21:19] Speaker A: Ho comunque un divismo decostruito perché, come il significato stesso della parola, in qualche modo il personaggio e la persona, e questo da quando è nato il cinema praticamente, coincidono da Marilyn Monroe in poi, le persone, inteso come le attrici diventavano e se stesse personaggio. La cosa bellissima che osservi è vera, si sta andando verso un tentativo perlomeno di quanto meno di decostruzione, sarebbe bello che diventasse poi una nuova forma di divismo più naturale, più affine con la natura umana.
[00:22:02] Speaker B: Sì, è una sorta di divismo al contrario, perché se pensi al divismo degli anni 50 e 60 era più il personaggio che usciva dal film, nel senso era l'attrice che non usciva mai da un personaggio, sostanzialmente.
Invece ora vediamo come tratti specifici di un'attrice costruiscono i personaggi, quindi non è più come appunto Marilyn Monroe, che non era caratterialmente come Marilyn Monroe, e però Norma Jean continuava a portare questo personaggio in eterno facendo finta che lei fosse Merilyn Monroe anche nella vita di tutti i giorni. Qui accade esattamente il contrario, non a caso The Substance che lo stiamo citando davvero spessissimo nelle ultime puntate e questo la dice lunga su il potere che questo film ha e continuerà ad avere nel corso degli anni ma appunto Demi Moore interpreta questa attrice fallita sostanzialmente che entra in questo turbinio di paranoia e di frustrazione e di insicurezza un po' come è stata la carriera di Demi Moore. Allo stesso tempo Nicole Kidman è sempre stata giudicata in modo anche negativo come un'attrice fredda come un'attrice assolutamente inespressiva e in questo film la vediamo interpretare una donna esattamente di quel tipo.
[00:23:15] Speaker A: Di fatto è il personaggio che entra nell'attrice e non il contrario. Nella controparte maschile mi sembra che non abbiamo esempi al momento Guarda, l'unico esempio.
[00:23:26] Speaker B: Che mi viene è legato al mondo Marvel, nel senso mi viene in mente degli ultimi anni, faccio questa riflessione azzardando un pochino, cercando di metterla dentro questo discorso, anche se ni, pensando appunto a Robert Downey Jr. o Ryan Reynolds che è appunto con... o Gosling. Reynolds è... sì.
[00:23:46] Speaker A: No, aspetta. Ryan Reynolds è... Deadpool.
[00:23:50] Speaker B: Con personaggi appunto come Iron Man, come Deadpool che sono sostanzialmente dei personaggi che non si sono non solo mai staccati dagli attori che li hanno interpretati ma che soprattutto nella costruzione di questi personaggi praticamente l'80% della personalità è stata presa dall'attore però anche lì non riesco a vederci come nel caso di The Substance e forse di questo film una volontà Ci vedo più che altro proprio perché si tratta anche di blockbusteroni di un certo tipo, ci vedo un po' una sbogliatezza nel cercare di creare un personaggio da zero e un po' anche un'incapacità attoriale da parte di alcuni attori che si sono facilmente trovati bene ad interpretare loro stessi in Eterno e bella lì. Ringraziamo Oppenheimer perché mi ha fatto rivalutare completamente Robert Downey Jr.
[00:24:40] Speaker A: Invece l'esempio forse un po' più chic è in Birdman di Iñárritu. Il personaggio di Michael Keaton forse rappresenta una prima decostruzione. Ma perché per i maschi è più facile? Nel senso, per le attrici la strada è sempre stata una, ovvero interpretare. La diva era bella, quindi era estremamente legata. alla propria figura, mentre per i maschi no, non così, cioè sì anche per alcuni.
Ecco sai addirittura, torniamo indietro, il primo che mi viene a memoria potrebbe essere Mastroianni in una giornata particolare che Mastroianni, sciupa femmine da quando ha iniziato a recitare, interpreta un personaggio omosessuale e anzi sta forse girando anche un pochino un TikTok reel di una sua intervista proprio a riguardo Era forse, almeno nella mia memoria, il primo tentativo di decostruzione di un divo maschile.
Una giornata particolare è semplicemente uno dei film più belli della storia del cinema.
Mastroianni e Sophia Loren, due giganti colossali.
E' un film che ha influenzato addirittura la zona di interesse, cioè collegamenti anche lì.
Chiudiamo con questo piccolo consiglio una giornata particolare, come decostruire un divo maschile.
[00:26:08] Speaker B: Sì, anche perché penso che sicuramente una delle motivazioni che si aggancia a quello che tu hai giustamente detto è il fatto che in generale nella storia del cinema, come si può vedere tranquillamente.
[00:26:25] Speaker A: Gli.
[00:26:25] Speaker B: Attori uomini non hanno età, possono continuare a rappresentare in eterno il belloccio sciupa femmine, le attrici invece hanno un'età, ma stiamo dicendo un'obvietà, nel senso che purtroppo per come funziona ad un certo punto superati 35 anni perdi completamente la pill e quindi di conseguenza non vieni più chiamata per interpretare determinate parti e visto che per anni il cinema, soprattutto con protagoniste donne, ha sempre avuto principalmente quelle parti lì da femme fatale, una persona come Demi Moore, come Nicole Kidman, si ritrovano ad un certo punto senza lavoro e quindi, tra virgolette, poi non è che muoiono di fame, ci stiamo parlando comunque di gente milionaria, cioè quindi ok.
Però diciamo che con il cinema, soprattutto da parte di registri donne degli ultimi anni, si sta in un qualche modo dando rinascita a queste attrici, però se ci pensi sempre purtroppo incasellandole in ulteriori stereotipi. È sempre più uno stereotipo nuovo che prende il posto di un altro e sempre meno sperimentazione. Bisognerebbe fare proprio una decostruzione alla base, come appunto dicono senza dubbio sociologi e psicologi molto più autorevoli di me. Arrivo io a dirvi questa cosa dei bias.
[00:27:48] Speaker A: Seguiamo tutti la profetessa. Esatto.
[00:27:52] Speaker B: Però sì, come uno dei temi, forse il tema principale che il film non approfondisce assolutamente è proprio la questione delle fantasie. Cioè avere delle fantasie in cui la donna vuole con consenso essere oggettificata e umiliata che viene però vissuta come appunto viene vissuto come un lato oscuro, come un qualcosa di tossico che deve essere eliminato all'interno della mentalità della donna.
E questo qui era un tema importantissimo, questo era un tema veramente da approfondire, da decostruire, da appunto sovvertire. E anche qui...
[00:28:33] Speaker A: E invece l'unico momento in cui se ne parla concretamente nel film, lo scambio è, ah, alcune donne piacciono essere dominate.
No, questa è una concezione vecchia di sessualità.
Fine.
[00:28:45] Speaker B: Cioè, è un dialogo surreale.
[00:28:49] Speaker A: No, no, no. Cioè, perché sto qua, master della psicologia femminile, arriva, dici, cazzo, adesso sta per sputare la verità. Finalmente adesso qualcuno che ci spiega come funzionano queste donne. Io con il libretto di appunto... No, no, questa è un'idea assolutamente vecchia di sessualità.
[00:29:06] Speaker B: Ah, grande, grazie amo.
[00:29:11] Speaker A: Vabbè, fratello mio! All right then, keep your secrets!
[00:29:13] Speaker B: Infatti quella è stata una scena che mi ha ricordato tantissimo la scrittura intelligentissima, a differenza di questo film, di Bodies, Bodies, Bodies, che è un giallo commedia, diciamo, dove appunto viene proprio rappresentata la generazione Z con tutti i suoi stereotipi, nel senso che i dialoghi sono volutamente infarciti di frasi tipiche della generazione Z, come...
Oddio, il mondo non gira intorno a te, o mio Dio, sei così toxico, oppure ah, questa cosa mi sta triggerando tantissimo, però, proprio perché si tratta anche di una commedia, è stato proprio fatto per, in un qualche modo, non criticare, perché è molto neutro, però di cercare di strappare una risata nel riflettere su come sarebbe una situazione di panico e molto molto grave vissuta da le persone più stereotipate che rappresentano appunto la generazione Z. Lì aveva effettivamente senso, funzionava perché si tratta di una commedia, c'era anche Pete Davidson, quindi insomma si capisce un po' quella che è la vibe del film.
Qui non mi puoi risolvere un tema del genere con una frase così spicciola e con un'obvietà perché non mi è più giustificata da il tono di base del film. Risulta semplicemente riduttiva, approssimativa e come dicevi.
[00:30:32] Speaker A: Tu... Che non sa bene cosa... cioè che alla fine non è molto consapevole di quello che sta raccontando.
[00:30:38] Speaker B: Esatto. Che vuole risolvere tutto con delle frasi fatte è a posto così.
[00:30:43] Speaker A: Ma non sei Sorrentino.
[00:30:46] Speaker B: Bene raga, questo è quello che pensavamo su Baby Girl, lo trovate in sala, vi consigliamo comunque di andare a vederlo per tutte le ragioni positive che vi abbiamo detto finora, anche se sono poche.
[00:31:01] Speaker A: Oppure siamo semplicemente due stupidi ventenni e legittimamente qualcuno di più adulto tocca la corda che a noi non l'ha toccato.
[00:31:11] Speaker B: Noi siamo alla fine due pischelli anzi siamo super contenti di ricevere feedback anche da persone che magari ci hanno capito di più o che in generale non sono d'accordo con quello che abbiamo detto infatti vi invitiamo a mettere 5 stellette su Spotify se la puntata vi è piaciuta e a lasciarci magari qualche commento su Instagram e su TikTok se vi va di creare un minimo di dibattito.
E noi vi ringraziamo, vi salutiamo e ci vediamo alla prossima puntata. Andiamo a lavorare. Esatto. Ciao. Bella raga. Ciao ciao.